
I partners del Progetto Carein: Intelligenza Emotiva nel settore socio-sanitario hanno sviluppato una “Analisi delle specifiche esigenze degli assistenti nel settore socio-sanitario”.
Questo documento è il prodotto finale del pacchetto di lavoro 2 (WP2), il cui obiettivo consiste nell’analisi della situazione nei Paesi partners del progetto con riferimento al settore dell’assistenza e della cura e con specifico interesse per le necessità dei lavoratori.
In questo studio si possono reperire la metodologia applicata, tutti i report nazionali e la conclusione generale. E’ disponibile in Inglese nella sezione “Downloads” di questo sito.
Per maggiori informazioni è possibile contattare corrado.mora.cm@gmail.com o proyectos@abdem.es .

Il 28 e 29 Ottobre si è tenuta a Bilbao la Prima conferenza sulla Psico-sociologia del Lavoro per la prevenzione dei rischi psicosociali nel Lavoro. La Conferenza è stata organizzata da OSALAN (Istituto Basco per la Salute e Sicurezza sul Lavoro). Lo scopo era di studiare approfonditamente e migliorare la prevenzione di tali rischi, che in molti casi sono difficili da individuare e da valutare. Secondo OSALAN, la sindrome da burn out e la violenza – compresa la violenza fisica e psicologica, in molti casi derivante dal rapporto con i superiori, i colleghi di lavoro o i clienti – sono le più comuni, specialmente nel settore dei servizi. Questa conferenza è stata la prima iniziativa per la condivisione di informazioni tra le aziende, al fine di prevenire questi rischi per la salute dei lavoratori.
Fonte: El Correo, Lunedì 25/10/2010

Sette assistenti di soggetti malati di Alzheimer su dieci soffrono di depressione, ansia e stress. Il 70% degli assistenti soffrono di tali sintomi, ma solo il 31% di essi richiede aiuto. Questa è una delle principali conclusioni di un’importante ricerca condotta in ambito europeo su tale oggetto, iniziata dalla Fondazione Alzheimer – Spagna e rivolta a 1.200 assistenti di pazienti con tale malattia. D’altra parte, pochi assistenti fanno un consumo regolare di antidepressivi o ansiolitici per combattere la situazione di ansia e, come riportato, solo il 31% ha fatto richiesta di aiuto medico.
Fonte: Sara Carreira. La Voz de Galicia.

Una ricerca avverte che “la disuguaglianza di genere nel sistema esiste, e che l’83% degli assistenti sono femmine.
Madrid, 26 Febbraio 2010 (EP)
Circa l’ 85% degli Assistenti soffre di sindrome di burnout, “che comporta una serie di conseguenze negative tra le quali problemi di salute fisica, mentale e la distruzione della vita sociale e lavorativa, come è evidenziato nel volume 28 della Collezione di Studi Sociali della Fondazione La Caixa “Assitenza alle Persone: Una Sfida per il XXI Secolo”.
Durante la presentazione di questi studi, gli autori hanno sottolineato la necessità di un numero di programmi di supporto che “siano attivati e si concentrino sugli effetti e sulle conseguenze negative dell’Assistenza”, “Vi sono anche conseguenze positive, ma sono la netta minoranza”.
Alcune di queste conseguenze, negative per il loro impatto, sono: effetti sulla salute, come stress, disturbi del sonno o aumento dell’uso di droghe e medicinali; conseguenze socioeconomiche, che colpiscono le spese per il mantenimento familiare o comportano la perdita di lavoro femminile; problemi psicologici e psicosociali, che comprendono ansia, depressione o perdita di libertà, o infine colpiscono le relazioni familiari e gli affetti, causando conflitti matrimoniali e il calo della qualità della vita sociale degli Assistenti.
Il direttore dello studio, Constance Tobias, ha affermato che l’effetto di breve periodo di tale situazione è diretto “verso un modello che, anche in futuro, manterrà l’ineguaglianza tra i generi”. A tal riguardo, ha detto che lo studio dimostra come siano le donne a dover maggiormente sopportare il peso delle conseguenze negative.
Infatti, in Spagna l’ 83% degli Assistenti è una donna, sposata, con educazione elementare, senza fissa occupazione e, nel 40% dei casi, con figli. Inoltre, il 77.2% si occupa di assistenza permanente.
L’incorporazione delle donne nella forza-lavoro a la grande crescita dell’aspettativa di vita sono i due principali fattori sottolineati da questo studio, che richiedono “un nuovo modello di Assistenza che eccede il tradizionale ruolo della famiglia e, fondamentalmente, della donna nel lavoro. “Questo richiede”, secondo quanto ha affermato Tobias, “che si creino infrastrutture e servizi di supporto professionale, che attualmente non esistono. I dati indicano che le percentuali di copertura del servizio a casa o in centri residenziali non raggiungono il 5% e che solo i centri diurni occupano lo 0.8%”. Una mancanza di risorse per l’assistenza si aggiunge alla tendenza dell’assistenza tradizionale in famiglia, che comporta un “aiuto statale per legge che coinvolge il 51% dei benefici”, quando questi casi dovrebbero “essere un’eccezione, qualora la rete dei servizi sociali non fosse sufficiente”.
In conclusione, lo studio dimostra, come ha spiegato l’autore, “la lentezza dell’attuazione delle politiche per il passaggio da un modello di assistenza tradizionale ad un nuovo modello in cui lo Stato assuma un ruolo importante nel garantire un’assistenza compiuta da personale professionale”.
Tale studio ha inoltre dimostrato che questo passaggio non è portato avanti con tutte le risorse necessarie e critica “la ineguale distribuzione delle risorse tra le differenti aree, la mancanza di coordinamento tra le comunità sulle politiche sociali, l’assenza di una rete coordinata di servizi e le difficoltà nel riconciliare lavoro e famiglia”.

Il primo incontro transnazionale del progetto “Carein. Intelligenza Emotiva nell’assistenza sociosanitaria” si è tenuto il 4 e 5 Marzo 2010 a Bologna (Italia). Questo progetto europeo, diretto da ABDEM, è un progetto settoriale Leonardo da Vinci per il Trasferimento di Innovazione, approvato nel 2009 dalla Commissione Europea (DG Educazione e Cultura), con durata di due ani ed inizio nell’Ottobre 2009.
Questo progetto prevede che l’obiettivo principale di Carein sia lo sviluppo di un ambiente formativo basato sul Web 2.0, per aiutare gli operatori ad acquisire competenze nell’intelligenza socio-emotiva, per migliorare la qualità delle loro attività quotidiane e, di conseguenza, per migliorare la qualità della vita degli utilizzatori e dei beneficiari del settore sociosanitario.
Durante il meeting, i partners hanno avuto l’opportunità di raggruppare i lavori di ricerca condotti durante i primi mesi di vita del progetto, circa le specifiche esigenze dei lavoratori; questo report sarà la base per lo sviluppo dei contenuti formativi.
Il prossimo meeting si svolgerà in Danimarca nel corso di Ottobre 2010.

Gli psicologi della UMA – Università di Malaga creano un metodo per migliorare l’intelligenza emotiva degli adolescenti. Investigata la relazione tra violenza e le abilità emotive.
25.11.2010
L’intelligenza emotiva è come una lingua: ognuno possiede gli strumenti per poterla parlare, ma è prima necessario apprenderla. Il gruppo di studio della Facoltà di Psicologia diretto dal professore Pablo Fernàndez Berrocal, con la collaborazione di più di 2.000 studenti di età compresa tra i 12 e i 16 anni e provenienti da quattro province andaluse, ha elaborato alcune tecniche per formare all’intelligenza emotiva.
Il gruppo, composto da una decina di esperti, parte dal presupposto che – come la muscolatura di un individuo si sviluppa a seconda del tipo di esercizi compiuti- la capacità di identificare le emozioni, comprenderle e gestirle cresce e si sviluppa attraverso l’allenamento.
Fonte:malagahoy.es
SCUOLA FORTUNATA
Sono stata sorpresa dalle conclusioni a cui è giunto Richard Wieseman, uno psicologo che ha passato molti anni studiando il fenomeno della fortuna. Per lui si è trattato di uno studio prioritario, addirittura urgente. Innanzitutto, anche se un gatto nero attraversa la strada, uno specchio si rompe o si cammina sotto una scala, il destino delle persone non sarà migliore o peggiore.
Se qualcuno dubita di ciò, confesso che scrivo questo categoricamente, perché ciò risulta da molti studi su questo argomento. Se la fortuna non è superstizione…volete grattare sotto la superficie della fortuna per vedere cosa può migliorarla?
Per farlo, Wiseman ha reclutato un gruppo di 400 persone di differenti età e retroterra professionale. Le ha divise in gruppi tenendo in considerazione il loro lavoro e i loro risultati: i fortunati e gli sfortunati. In quale gruppo, intuitivamente, ti inseriresti? Se non ne sei sicuro, osserva cosa è accaduto, perché è rivelatore. Nel corso di dieci anni, le persone fortunate e sfortunate hanno scritto diari, completato questionari, condotto test di intelligenza. Alla fine, è apparso chiaro che i loro comportamenti e i loro pensieri erano l’unica causa della loro fortuna.
Ad esempio, nel corso di uno di questi esperimenti, entrambi i gruppi hanno ricevuto un giornale e la richiesta di contare il numero di foto in esso. Il gruppo dei fortunati ha avuto bisogno di solo pochi secondi per fare ciò, mentre il gruppo degli sfortunati ha utilizzato circa 2 minuti. Perché? Perché sulla seconda pagina del giornale un titolo riportava: “In questo girnale ci sono 43 fotografie. Puoi smettere di contare”. La scritta era lì per tutti, ma i “fortunati” l’hanno notata,mentre gli “sfortunati” no.
Fuente: http://www.inteligenciaemocionalysocial.com/893/uncategorized/la-escuela-de-la-buena-suerte

Il secondo incontro transnazionale del progetto CarEIn si è tenuto ad Aarhus (Danimarca) il 26 e 27 Ottobre 2010. I partner del progetto hanno discusso i punti raggiunti fino ad allora e i futuri compiti da sviluppare. Il meeting si è focalizzato soprattutto sullo sviluppo dei contenuti di CarEIn e sull progettazione di una versione-bozza del Web 2.0 che supporterà l’esperienza formativa del progetto. I partner hanno anche discusso le attività future e le strategie di disseminazione del progetto, specialmente del Seminario finale che sarà organizzato da ABDEM a Palma de Mallorca.
Il terzo incontro transazionale del progetto CarEIn si è tenuto a Ostrava (Rep. Ceca) il 16 e 17 Maggio 2011.
Il progetto CarEIn è in un momento chiave. Dopo lo sviluppo dei contenuti formativi e la fissazione del supporto Web 2.0 per l’ambiente formativo, i partner hnno iniziato l’attività di valutazione e validazione del principale prodotto del progetto.
I partner del progetto hanno discusso dell’attuazione delle attività di validazione e delle possibilità di migliorare lo strumento formativo CarEIn.
Il 9 Giugno 2011, EurGabinet Gestio ha organizzato un Seminaro a Barcellona, Spagna, focalizzato sull’importanza dell’Intelligenza Emotiva come strumento per migliorare la comunicazione nel settore dell’assistenza socio-sanitaria. Il Seminario era indirizzato ai manager e ad altri professionisti dell’assistenza che lavorano con gli anziani. La gestione degli incidenti e dei problemi con fornitori, lavoratori, utilizzatori e famiglie è uno dei compiti più importanti che il manager di un centro di assistenza per anziani deve condurre. La comunicazione, le relazioni e i rapporti con e emozioni corrispondenti sono concetti chiave per raggiungere gli obiettivi sperati.
Il Seminario veva come finalità la discussione del concetto di Intelligenza Emotiva, delle risorse per migliorare le capacità di IE, le strategie di impiego della IE nel relazionarsi agli utenti, alle famiglie, ai lavoratori e ai fornitori.
Fonte: http://eurgabinet.blogspot.com/2011/05/la-inteligencia-emocional-como.html
Quando i dottori non possono curare, possono assistere.
Quando i dottori non posson più curare, il loro lavoro non è finito: aver cura ed aiutare i pazienti a vivere con dignità fino all’ultimo minuto. Questi ultimi compiti fanno affrontare al professionista il paradigma della cura che ha definito la loro educazione e formazione. Allo stesso tempo, la famiglia del paziente ha bisogno di fare un “viaggio” di sofferenza ed incertezza.
Una malattia terminale suppone un importante shock emotivo per la famiglia, ma anche per i professionisti. La strada facile è accettare la mancanza di speranza con rassegnazione. In ogni caso, il lavoro da compiere è ancora molto importante. E’ possibile alleggerire la fine “inevitabile”. La cura palliativa è l’assistenza attiva ed integrale indirizzata alle persone con una prognosi di vita limitata, ai loro cari ed agli amici.
Julio Gomez, l’autore di “La cura sempre, è possibile”, condivide con professionisti medici e assistenziali le modalità per gestire questa fase con speranza, serenità, gratitudine, ecc. L’autore conosce profondamente l’esperienza di essere medico e padre, di perdere un figlio, di essere malato.
Fonte: …
Quando un infermiere si lascia sopraffarre dai letti dei pazienti o quando un insegnante si lascia vincere dai propri alunni, possono avere sintomi da burnout.
Nel 2009, Agnieszka Czerw e Anna Borkowska, entrambe psicologhe, hanno condotto una ricerca che coinvolgeva 364 medici, insegnanti, infermieri, vigili del fuoco, poliziotti e psicoterapeuti e 443 studenti di queste professioni. Le ricercatrici della Wroclaw University of Technologu hano identificato l’impatto delle caratteristiche psicologiche di una persona sulla sua soddisfazione lavorativa. Solo i rappresentanti di una professione con una missione, spesso riferita ad una pubblica utilità, sono stati invitati per la ricerca. Abbiamo selezionato il gruppo costituito da insegnanti, medici e poliziotti come i soggetti più esposti a sindrome da burnout professionale rispetto alle persone che praticano altre professioni. Lavorano con persone con cui hanno relazioni di lungo termine ed emotive – ha detto Anna Borkowska. - Inoltre, lavorano in ambienti con difficoltà sociali, sono sottopagati e il loro lavoro è continuamente considerato come un servizio, quindi da loro ci si aspetta un maggiore impegno.
La ricerca ha dimostrato che la soddisfazione sul lavoro dipende dall’ottimismo personale e dall’intelligenza emotiva. Questi sono elementi psichici individuali. Gli ottimisti tendono a sentirsi in grado di influenzare gli eventi, sono più propensi ad assumersi rischi e sono più determinati a raggiungere i loro obiettivi. L’Intelligenza Emotiva, ‘altra parte, è essenziale quando si gestiscono le emozioni sotto stress e quando l’abilità di leggere le emozioni degli altri è necessaria. E’ importante che un medico sia capace di riconoscere che i loro pazienti hanno paura e sia consapevole delle conseguenze di questa sensazione nella terapia. E’ l’Intelligenza Emotiva ad essere responsabile di questa capacità – ha aggiunto Anna Borkowska, Ph.D.
Quando si comparano con altri professionisti, i rappresentanti delle professioni con una missione hanno un livello medio di ottimismo. Notate che gli insegnanti hanno riportato, nel gruppo, lil più basso livello di soddisfazione professionale. Sembra che questo gruppo professionale abbia bisogno di un supporto speciale – ha commentato la dottoressa Czerw. Il burnout, lo scoramento, la fatica e la bassa soddisfazione lavorativa attacca soprattutto insegnanti dai 10 ai 15 anni di esperienza professionale. Gli insegnanti più anziani fanno sponda a ciò grazie ad una esperienza maggiore, i più giovani invece arrivano a scuola pieni di ottimismo, che muore dopo 10 anni di servizio o poco più – ha detto Teresa Bogusz, una insegnante polacca, residente a Wroclaw, 30 anni di esperienza. Il burnout viene discusso agli incontri tra insegnanti, e di conseguenza si organizzano workshop di tre o quattro ore. Ma i workshop non insegnano a gestire le classi difficili, non offrono supporto e non aiutano a gestire lo stress.
La ricerca ha rivelato alcune differenze nell’ottimismo tra i professionisti attivi e quelli che vogliono intraprendere professioni con missioni particolari. I secondi sono più ottimisti. Anna Borkowska ha detto: Dobbiamo leggere questi dati in due modi. Da una parte, queste persone non hanno avuto esperienza professionale. Dall’altra, è prova che il livello di ottimismo e l’intelligenza emotiva determinano la scelta di una professione. Indica che gli studenti di queste facoltà hanno l’attitudine mentale appropriata. Sarebbe così opportuno analizzare la predisposizione individuale di chi vuole lavorare nella scuola o nel settore sociosanitario, ed offrire corsi psicologici e di comunicazione con i pazienti. Sfortunatamente, tali corsi sono solo incidentali rispetto ai normali curricula scolastici. Nel frattempo, la Polonia introduce soluzioni temporanee quando gli infermieri si rifiutano di aiutare i pazienti e la tv mostra storie di insegnanti che senza aiuti che non riescono a gestire gli alunni. E’ spesso troppo tardi agire in questi casi – sintetizza Agnieszka Czerw.
Fonte: Gazeta Wyborcza, http://gazetapraca.pl/gazetapraca/1,90440,7587909,Optymizm_pomoze_w_pracy.html
Il 16 settembre 2011, ABDEM ospiterà un seminario internazionale a Palma de Mallorca, Spagna. Questo evento è stato chiamato “Gestione emotiva nel settore socio-sanitario”, e includerà workshop pratici e diverse sessioni con esperti nella IE e nel settore socio-sanitaro. Molti membri del gruppo di riferimento, portatori di interesse ed esperti (come l’Università delle Baleari, la Federazione Spagnola contro la Sclerosi Multipla o l’Ospedale Joan Déu) sono coinvolti nell’organizzazione del seminario. Tutti i partner saranno presenti al seminario e parteciperanno alle diverse attività.
Se sei interessato a questo evento, non esitare a contattare il responsabile relativo al tuo Paese.
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Numero del progetto: ES/09/LLP-LdV/TOI/149026
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